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BPCO

Cos’è la BPCO

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una patologia polmonare cronica eterogenea, caratterizzata da sintomi respiratori cronici – dispnea, tosse, produzione di espettorato, riacutizzazioni – dovuti ad alterazioni delle vie aeree e/o degli alveoli che causano un’ostruzione al flusso aereo persistente e spesso progressiva.
La BPCO è una patologia prevenibile e trattabile, risultato dell’interazione fra genetica individuale e fattori ambientali nel corso dell’intera vita di ciascun individuo (concetto di GETomica: Geni × Ambiente × Tempo).
La BPCO in numeri

  • Prevalenza in Italia: 5–6% nella popolazione generale, fino al 10–12% negli over 65.
  • Pazienti stimati in Italia: circa 3,5 milioni, con sotto-diagnosi che può coinvolgere il 50–70% dei casi totali.
  • Mortalità globale (OMS, 2021): circa 3,5 milioni di morti/anno, pari a circa il 5% di tutte le morti globali.
  • In Italia: circa 120.000 ricoveri/anno per riacutizzazioni gravi e stima di circa 18.000 decessi/anno.

Sintomi principali

I sintomi della BPCO compaiono spesso in modo graduale e vengono talvolta confusi con il normale invecchiamento o con le conseguenze del fumo. Il sospetto di BPCO deve essere considerato nei pazienti che presentano:

  • Dispnea (mancanza di fiato): può manifestarsi in qualunque stadio di malattia e a qualunque livello di ostruzione bronchiale; viene tipicamente quantificata mediante la scala mMRC.
  • Tosse cronica: spesso al risveglio, con o senza produzione di espettorato.
  • Wheezing (respiro sibilante).
  • Infezioni respiratorie ricorrenti.
  • Ridotta tolleranza all’esercizio fisico.

Scala mMRC – misurazione della dispnea

Grado Descrizione
0 Mi manca il fiato solo per sforzi intensi
1 Mi manca il fiato solo se corro in piano o se faccio una salita leggera
2 Cammino più lentamente delle persone della mia stessa età, o mi devo fermare per respirare quando cammino al mio passo in piano
3 Mi devo fermare per respirare dopo aver camminato in piano per circa 100 metri o pochi minuti
4 Mi manca troppo il fiato per uscire di casa, o mi manca il fiato quando mi vesto o mi spoglio

Diagnosi

La diagnosi di BPCO è prettamente funzionale e si basa sulla spirometria con test di broncodilatazione farmacologica. Secondo le Linee Guida GOLD 2025, la diagnosi è confermata quando il rapporto FEV1/FVC post-broncodilatazione è inferiore a 0,7 (70%), espressione di un’ostruzione al flusso persistente e non completamente reversibile.

Alcuni autori suggeriscono inoltre l’utilizzo dei limiti inferiori di normalità (LLN) – stratificati per età, sesso, altezza ed etnia – per evitare la sovrastima nei soggetti anziani e la sottostima nei più giovani; tale criterio è quello adottato dal protocollo iCoRe per l’inclusione dei pazienti.

Stadiazione GOLD (gravità dell’ostruzione)

Successivamente alla conferma diagnostica, la gravità della BPCO viene stadiata in base al valore di FEV1 (% del predetto) dopo broncodilatazione:

Stadio GOLD FEV1 (% predetto) Gravità
GOLD 1 ≥ 80% Lieve
GOLD 2 50–79% Moderata
GOLD 3 30–49% Grave
GOLD 4 < 30% Molto grave

Indagini di secondo livello

Nel percorso diagnostico è utile associare alla spirometria semplice con test di broncodilatazione ulteriori indagini, considerando che una buona risposta al broncodilatatore non esclude la diagnosi di BPCO:


•    Pletismografia corporea (valutazione completa dei volumi polmonari)
•    Diffusione polmonare del monossido di carbonio (DLCO)
•    Emogasanalisi arteriosa
•    Indagini radiologiche (TC, radiografia)
•    Test da sforzo cardiopolmonare
•    Ecocardiogramma e valutazione cardiovascolare

Riacutizzazioni

La riacutizzazione di BPCO è caratterizzata da un peggioramento dei sintomi (dispnea e/o tosse con escreato) nell’arco di 14 giorni. Può avere cause diverse ed è spesso associata a un incremento dell’infiammazione locale e sistemica per inquinamento atmosferico, infezioni respiratorie o altri stimoli a carico delle vie aeree.
Vista la sintomatologia aspecifica, è sempre necessario escludere altre diagnosi (scompenso cardiaco, polmonite, embolia polmonare) che possano simulare il quadro clinico. Le riacutizzazioni vengono classificate in:

  • Lievi: trattate solamente con broncodilatatori a breve durata d’azione.
  • Moderate: trattate con broncodilatatori a breve durata d’azione associati a corticosteroidi orali ed eventualmente antibiotici.
  • Gravi: richiedono ospedalizzazione o visita al pronto soccorso.

Terapie e prevenzione

La BPCO è una patologia trattabile, ma non curabile. Il trattamento cardine è rappresentato dalla terapia broncodilatatrice inalatoria, da impostare attraverso un’attenta valutazione clinica e funzionale del paziente e da modulare nel follow-up sulla base di sintomatologia e riacutizzazioni. La cessazione dell’abitudine tabagica resta l’intervento più efficace per rallentare la progressione di malattia.

Categorie di trattamento (Linee Guida GOLD)

Il documento GOLD classifica i pazienti in tre gruppi (A, B, E) in base a sintomi e rischio di riacutizzazioni, con raccomandazioni terapeutiche specifiche:

Gruppo Caratteristiche Terapia iniziale
A Sintomi lievi (mMRC 0–1, CAT < 10) e 0–1 riacutizzazione moderata/anno Broncodilatatore singolo
B Sintomi significativi (mMRC ≥ 2, CAT ≥ 10) e 0–1 riacutizzazione moderata/anno LAMA + LABA
E  ≥ 2 riacutizzazioni moderate o ≥ 1 riacutizzazione grave/anno (a prescindere dai sintomi) LAMA + LABA (± ICS)

Prevenzione

  • Cessazione del fumo: intervento più efficace per ridurre la progressione di malattia.
  • Vaccinazioni: antinfluenzale, antipneumococcica, anti-COVID-19, secondo le raccomandazioni nazionali.
  • Attività fisica regolare e riabilitazione respiratoria.
  • Riduzione dell’esposizione a inquinanti ambientali e occupazionali.
  • Educazione del paziente sull’uso corretto dei device inalatori.

FAQ – Domande frequenti

La BPCO si può curare?

La BPCO è una patologia cronica trattabile, ma non guaribile. Una diagnosi precoce e una terapia corretta consentono di rallentare la progressione di malattia, ridurre le riacutizzazioni e migliorare la qualità della vita.

Il fumo è l’unica causa?

Il fumo di tabacco è il principale fattore di rischio, ma la BPCO può insorgere anche per esposizione professionale a polveri e sostanze chimiche, inquinamento atmosferico, biomasse, predisposizione genetica (es. deficit di alfa-1 antitripsina) e fattori legati allo sviluppo polmonare in età precoce.

Quale esame serve per la diagnosi?

L’esame di riferimento è la spirometria con test di broncodilatazione farmacologica. È un esame semplice, rapido e non invasivo. In molti casi, lo specialista pneumologo prescrive anche una pletismografia, la DLCO ed esami di imaging per completare la caratterizzazione.
La BPCO è riconosciuta come patologia esente?

 

Promotori

Protocollo NCT06652776 – ClinicalTrials.gov

Versione 4 del Protocollo – Settembre 2025

Approvazione CET Regione Calabria – 18/12/2025

 

Marchio depositato:
“iCoRe™ – Italian Registry of Patients with Chronic Obstructive Pulmonary Disease”

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